OROLOGI ELETTRICI
OROLOGI ELETTRICI

DALLA TASCA AL POLSO

 

 

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Omega cal. 35,5 L17            

 

Omega cal. 15 LB


 

Come si sa, “una volta” gli orologi non si portavano al polso, si usavano abitualmente le “cipolle” da tasca

 

Il “record” ufficiale per avere creato il primo orologio da polso è detenuto dalla Patek Philippe con l’esemplare prodotto nel 1868 per la contessa ungherese Koscowicz:

 

(vedi: http://www.guinnessworldrecords.com/records-10000/first-wristwatch/  )

 

si tratta in realtà di un vero e proprio gioiello, di un braccialetto con incorporato un orologio. il pezzo è visibile all’indirizzo:

 

http://www.vintagewatchstraps.com/wristwatches.html

 

su questo sito si può leggere una completa e dettagliatissima storia dello sviluppo dell’orologio da polso, è davvero interessante e vale la pena di visitarlo (vi si cita anche un – non meglio identificato -  “arm watch” donato dal Duca di Leicester Robert Dudley alla Regina Elisabetta d’Inghilterra nel 1571)

 

noi cerchiamo di riassumere un po’ le cose

 

innanzitutto, la “primogenitura” sull’orologio da polso  è contestata: Breguet sostiene di essere titolare dell’invenzione dell’orologio da polso avendone prodotti diversi esemplari per la Regina di Napoli Caroline Murat a partire dall’8 Giugno 1810, e, quanto al primo in assoluto, si tratterebbe del modello Breguet numero 2369:

 

http://www.breguet.com/inventions/montre-bracelet/#histoire  

 

sempre nel sito vintagewatchstraps si cita anche un brevetto del 1889, registrato  da A. Bertholet di Bienne

 

un altro primato è reclamato da Cartier, per avere realizzato il modello “Santos-Dumont” nel 1910 per l’aviatore Albero Santos-Dumont (che era amico di Louis Cartier): se non si tratta del primo orologio da polso, sicuramente è il primo orologio con cinturino in pelle concepito per un pilota d’aereo

 

http://monochrome-watches.com/worlds-first-pilots-watch-cartier-santos-1904/

 

il “Santos” è poi divenuto un modello che Cartier ha prodotto negli anni in più versioni

 

quello che è certo è che la grande diffusione degli orologi da polso è nata per l’uso militare; già negli anni ’80 dell’800 la Girard-Perregaux ne avrebbe prodotti in gran numero

 

comunque, il passaggio dalla tasca al polso è stato graduale: iniziando da cinturini in pelle con un involucro (od un aggancio in metallo) in grado di contenere un orologio da tasca, si è passati ad una  modifica molto semplice delle casse, e cioè all’aggiunta di anse costituite in pratica da un filo di metallo (c.d. “wirelugs”) alle quali poter agganciare un cinturino - che,  anzi, era perlopiù una striscia di pelle  che si infilava nei due “anelli” formati dalle anse a filo passando sotto la cassa, consentendo di indossare al polso l’orologio con una fibbia (spesso – penso per comodità - una seconda striscia di pelle, più larga, era posta al di sotto dell’orologio, come una specie di polsiera)

 

 

il passaggio dalla tasca al polso è stato graduale: iniziando da cinturini con un involucro in pelle (od un aggancio in metallo) in grado di contenere un orologio da tasca, si è passati ad una  modifica molto semplice delle casse, e cioè all’aggiunta di anse costituite in pratica da un filo di metallo (c.d. “wirelugs”) alle quali poter agganciare un cinturino - che,  anzi, era perlopiù una striscia di pelle  che si infilava nei due “anelli” formati dalle anse a filo passando sotto la cassa, consentendo di indossare al polso l’orologio con una fibbia (spesso – penso per comodità - una seconda striscia di pelle, più larga, era posta al di sotto dell’orologio, come una specie di polsiera)

tre piccole cipolle modificate in orologi da polso

 

come si nota, tali adattamenti facevano sì che, alle volte, il quadrante si trovasse ruotato rispetto alla posizione nella quale siamo soliti vederlo

 

 

 

una curiosità: nelle immagini che seguono una scatola della Cortébert per ricambi  di orologi da polso chiaramente derivati da modelli da tasca 

ancora due tasca adattati da polso, in questo caso ne vediamo anche il movimento

Waltham "model 1900"

in questo Waltham si nota la particolarità della corona di carica molto sporgente, adatta per essere utilizzata anche con i guanti. un bell'esemplare che, forse, meriterebbe un cinturino simile a quello del Touring raffigurato più sopra

 

 

Elgin "grade 320" (1913)

questo Elgin è da sistemare: funziona regolarmente, ma, purtroppo, si è rotta una delle anse a filo e non so come si possa riparare

 

in questo Junghans, già nato come orologio da polso, si vede bene l’utilizzo del  cinturino in pelle con l'aggiunta di una "polsiera" (il pezzo è da pulire ma funzionante ed in condizioni originali) 

 

il concetto è molto simile a quello degli attuali cinturini degli orologi militari, tenendo presente che, anzi, nei decenni passati sono sempre stati usati cinturini costituiti da una semplice striscia di stoffa, forse per motivi di economicità (o, anche, perché più  leggeri e freschi nel periodo estivo), montati facendoli scorrere fra le mollette delle anse e la cassa (anzichè agganciandoveli)

 

secondo quanto ho letto da più parti la grande diffusione degli orologi da polso si ebbe con la prima guerra mondiale, quando i molti militari impegnati nei combattimenti (o, quantomeno, quelli che si potevano permettere un orologio: perlopiù gli ufficiali) si resero conto della maggior comodità di avere un segnatempo in posizione più comoda e di rapida consultazione che non dentro una tasca

 

al proposito riporto il link ad un interessante articolo che tratta questo tema (in particolare, l'origine del termine "Trench Watch"), con ritagli pubblicitari dell'epoca 1915-1918 e links ad altre pagine che trattano argomenti simili:

 

http://watchlords.com/forum/viewtopic.php?f=42&t=36326

 

qui sotto una  pubblicità della Omega del 1929 in cui notiamo, oltre ai modelli da tasca (uno con il calibro 35.5), alcuni da polso – fra i quali, quello più a sinistra in basso, sembra proprio un adattamento di un modello  da tasca: sul bordo sinistro si nota la cerniera del classico coperchio che che chiudeva il fondo della cassa

la referenza indicata è: 710.26.5, e fa dunque desumere l'utilizzo del calibro 26.5 - del quale riportiamo più in basso l'immagine, in alcune varianti

 

Omega calibro 26.5 (15 jewels), 1926-1932 circa

comunque,  dagli orologi da tasca adattati da polso sono nate le prime casse pensate appositamente per essere agganciate ad un cinturino e portate al polso

spesso, questi primi veri e propri orologi da polso contenevano un movimento inizialmente pensato per un orologio da tasca. d’altronde le casse realizzate una volta per gli orologi da polso erano molto semplici: il fondello (“caseback”) conteneva il movimento e la parte superiore era costituita da una specie di coperchio con il vetro (“bezel”), che  vi si incastrava al di sopra (alle volte la chiusura era a cerniera)

sicuramente montava un movimento originariamente concepito da tasca questo Longines anni ’20: nella cassa con chiusura a cerniera è alloggiato un calibro 10.86 N

 

al seguente link se ne possono leggere le specifiche, ed  è definito  “hunter caliber” (il gemello 10.85 N:  “open face caliber”):

 

http://www.ranfft.de/cgi-bin/bidfun-db.cgi?10&ranfft&b&2uswk&Longines_10_86N

 

l'esemplare è perfettamente funzionante e tiene bene il tempo

è stato finalmente restaurato dopo lunghe ricerche dei ricambi necessari, veramente in mezzo mondo - per esempio la molla di carica l'ho reperita in Australia (ritirato dall'Orologiaio di fiducia il 17 Novembre 2015)

 

qui sotto, nella prima fila, le foto scattate prima della riparazione

seconda fila: la molla di carica sostituita e la busta di quella utilizzata come ricambio;

un movimento completo - smontato da un piccolo esemplare da tasca in oro, che è stato usato come "donatore" (prima e dopo la "cannibalizzazione")

terza e quarta fila: l'orologio finalmente riparato e in funzione

 

se ne può vedere uno simile su:

 

http://www.watches-mania.fr/montres-collections-7/-longines-art-deco-en-or-18k-a-remontage-manuel-cal.10.86n-de-1940-3556.html

 

era un calibro 10.86 N anche il movimento del famoso orologio già posseduto da Albert Einstein e venduto da Antiquorum nel 2008 per una cifra record:

 

http://www.antiquorum.com/static/uploads/doc099.pdf

 

http://www.swatchgroup.com/it/services/archivio/2008/l_orologio_longines_di_albert_einstein_aggiudicato_a_un_prezzo_da_record  

 

 

 

altri  pezzi strutturalmente simili:

Waltham "model 1891"
Elgin "grade 557" (ca. 1942-1946)
Elgin "grade 524" (ca. 1935-1939)

NOTA: da ricerche fatte dopo avere caricato la foto il Waltham "model 1891" dovrebbe essere  sicuramente un calibro da tasca, successivamente montato il una cassa "da polso" in nichel

 

 

erano ancora da venire le casse concepite con i criteri odierni, e, cioè, come un contenitore stagno che incorpora il movimento e viene chiuso posteriormente da un fondello piatto chiuso a vite  - o, anche, a pressione, ma, comunque, in grado di garantire un serraggio idoneo a consentirne l’impermeabilità (o, quantomeno, la refrattarietà alla polvere) 

 

per completezza: molte case hanno costruito casse con struttura "monocoque", e, cioè, monoblocco, senza apertura posteriore, con accesso al movimento asportando il vetro: un esempio per tutti l'Omega "Dynamic", ma potete vedere un ZentRa "Savoy electronic" cal. ESA 9150 con cassa della Mido alla relativa voce di "produttori-marchi (alfabetico)", e, anche, nelle varie fasi di rimontaggio per la sostituzione del movimento, sulla pagina che tratta dei piccoli problemi del Dynotron (sotto: "i vari calibri")

un discorso a parte meritano i c.d. “mariage”,  e cioè i movimenti recuperati da orologi da polso (o, più spesso, da tasca) rimasti inutilizzati e montati su nuove casse costruite appositamente 

come, ad esempio, l'Omega cal. 15LB  già visto in alto alla pagina, qui fotografato come si presenta al polso (personalmente penso stia molto bene con il cinturino in stoffa che gli ho montato)

il  "fenomeno" si è diffuso parecchio negli ultimi tempi, forse perchè molti proprietari di esemplari in oro hanno deciso di realizzare il valore venale della cassa, rifornendo il mercato di movimenti completi

 

 

 

 

P.S.

di orologi da tasca, ovviamente,  se ne producono tuttora ... e possono anche essere degli oggettini simpatici e spiritosi, come quello qui a lato

 

OROLOGI ELETTRICI DA TASCA

 

per rimanere sull'argomento di questo sito non possiamo non ricordare che sono state prodotte anche versioni da tasca con movimenti elettromeccanici o elettronici, compresi quelli a diapason

 

sul seguente forum si  parla dei Bulova Accutron da tasca (furono utilizzati diversi calibri):

http://www.mybulova.com/forums/bulova-accutron-pocket-watch-0

 

con il Mosaba ho documentazione di modelli della Baume & Mercier (per quanto mi risulta, solo in oro giallo o bianco): vedi alla lettera B dell'alfabetico

della Omega esiste sicuramente un De Ville F 300 (ref. ST  198.1742 - oltre ad un raro modello con il Megasonic cal. 1220,  con la medesima referenza (pare che la Omega utilizzasse le stesse casse di certi modelli "nati" per con l'F 300 cal. 1250/1260)

 

lo si può vedere alla pagina: 

http://electric-watches.co.uk/makers/omega/omega-megasonic/ )

 

ho, anche, immagini dei seguenti modelli (che non pubblico per non violare eventuali copyright):

 

- LIP Electronic R 148 (in oro)

- BELFORTE (BENRUS) LIP R 148

- RUHLA Electric cal. R 25

- WITTNAUER "Electronic" ESA 9154

- ZENTRA "Savoy Electronic" ESA 9154

- JAZ "Electronic" cal. ESA 9157/9158 (senza datario sul quadrante)

- SEIKO "Electronic" EL-370 (referenza 3702-0010)

- CERTINA "Biostar Electronic" cal. 28-353 (= ESA 9156) [visto anche un esemplare di  "Biostar

   Electronic"marcato  DERBY Swissonic: prototipo? modello dimostrativo?]

 

nella galleria qui sotto un ESA 9164 (perfettamente funzionante) smontato da un Baume & Mercier da tasca (probabilmente per recuperarne il valore venale del metallo)

mi è capitato per le mani anche uno Junghans cal. 600.30 che aveva subito lo stesso destino, carico due immagini anche di questo

 

poi,  alcuni esemplari completi: due con il Dynotron (Bucherer, Tissot), un Timex Electric ed un Citizen X-8 Cosmotron (cal. 4840 del 1971)

 

 

OROLOGI “DA CINTURA”  (eccetera)

 

Meritano un discorso a parte i segnatempo  concepiti per non essere portati … né alla tasca né al polso: dando per scontato che avrete sicuramente visto puntata al petto di qualche vecchia zia una spilla a forma di fiocco con pendente un orologino, sono tipicamente le infermiere a portare in quel modo l’orologio (ancora oggi), non per vezzo ma per la necessità di avere le mani libere

 

al proposito potete fare una ricerca con le parole “nurse watch”  o visitare il forum:

http://forums.watchuseek.com/f11/history-nurses-watches-376552.html

 

ci sono anche segnatempo realizzati a forma di anello o di pendente da collana (vedi le prime tre foto della galleria)

 

molto simpatici, poi, gli orologi a forma di gemelli da polsino: qui ne abbiamo un paio della  TATEOSSIAN di Londra - che crea anche gioielli decorati con parti di orologi

 

a quest'ultimo proposito, visto che siamo in argomento, c'è anche un marchio italiano che presenta una linea di questo tipo (nell'ultima immagine lo scan del catalogo)

 

in fondo un orologino di cui si vedevano parecchi esemplari negli anni '60: un portachiavi "ruotino" (in buone condizioni ma al momento non funzionante)

 

 

ma, come richiamato nel titolo, fra tutti, i più curiosi e sorprendenti sono sicuramente gli orologi “da cintura”

di forma spesso simile – almeno come struttura generale -  alle vecchie sveglie da viaggio, erano pensati per i giocatori di golf (e chiamati, appunto "golfer")

 

venivano tenuti alla vita ed aperti per vedere l'ora: più veloci da consultare rispetto a quelli da tasca si risparmiavano comunque i contraccolpi che avrebbero ricevuto indossandoli al polso

 

ovviamente tale esigenza era tanto più sentita quando i movimenti erano particolarmente delicati, magari perché ancora privi di dispositivo antishock (come p.es. l'Incabloc - si veda alla pagina seguente)

 

si parla dell'argomento nel forum: http://orologi.forumfree.it/?t=70146992 

 

a quella pagina, oltre ad uno splendido Tavannes-Hermes, potete vedere un altro pezzo non meno interessante: l’Autore del thread, nonché delle foto, mi ha autorizzato a pubblicare queste ultime, e le ho inserite nella galleria qui sotto

con l’occasione lo ringrazio pubblicamente [© Grifone66, by courtesy - per gentile concessione]

 

questo SEMCA "golfer" è ripreso aperto e chiuso, e si notano chiaramente, oltre – appunto - al pulsante per l’apertura, i due grossi “passanti” attraverso i quali inserire la cintura

 

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da ultimo, un orologino con una strana clip, forse concepito per venire, anch'esso, agganciato alla cintura (ma, forse, anche, sull'orlo di una tasca - o, magari, per essere utilizzato come "fermasoldi")

l'ho trovato dopo avere scritto le note qui sopra, e credo che, come curiosità, trovi qui la giusta collocazione)

come si vede, la clip si allarga piegando in avanti la "cassa" e si stringe eseguendo il movimento contrario 

 

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abbreviazioni usate nel testo (autori e fonti):

 

DO = Doensen, “Watch. History of the modern wristwatch” /

doensen.home.xs4all.nl

EL = electric-watches.co.uk

EK = “Elektrik am Handgelenk”

GW = “Complete Price Guide to Watches” 

CW = crazywatches.pl

KN = hknebel.org

HW = hwynen.de

EW = “Electrifying the wristwatch”

RW = "The electric watch repair manual"

EU = "Elektrische und elektronische Uhren"

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